Arte del ricevere – L’apparecchiatura della tavola

Arte del ricevere – L’apparecchiatura della tavola

L’apparecchiatura della tavola
con Cecilia Carmana e Anna Prandoni

In una frase: prendersi sul serio, ma non troppo e non sempre.
Ecco allora dei suggerimenti facili e di agile lettura per avere una tavola a prova di suocera, ma con quel guizzo in più che ci rende padrone di casa uniche e inimitabili.
Tutta la tavola dovrà essere armonica, ma non fossilizziamoci sui servizi completi super classiconi e cerchiamo di andare a scovare in soffitta o ai mercatini qualche chicca da poter intervallare a piatti bianchi e consueti: in un attimo la tavola cambierà aspetto.
Anche per i bicchieri e i tovaglioli, spazio alla fantasia e agli accostamenti apparentemente azzardati: vecchio e nuovo, storia e contemporaneità stanno bene se mixati con un occhio attento.
Unico accorgimento: scegliete un solo elemento per volta, da mescolare e su cui fare varianti. Se tutti i bicchieri sono spaiati, meglio un servizio canonico e irreprensibile.
Se i piatti sono del mercatino, meglio che siano tutti della stessa nuance di colore e accostati ad elementi neutri e classici.
Insomma, moderazione pur nella follia!
E poi le regole, da sovvertire a piacimento dopo averle imparate!
Quaranta centimetri di spazio (tra un piatto e l’altro 60-70 cm) per ogni commensale.
Per ogni coperto: un sottopiatto da non togliere mai dalla tavola (facoltativo) il piatto piano il piatto fondo o il piatto piccolo per l’antipasto le forchette (secondo una scuola: tutte a sinistra del piatto; sulla base della logica che sottende le regole di galateo: dalla parte dalla quale si impugnano e cioè a sinistra quelle per le pietanze, a destra quella per la minestra asciutta) nell’ordine d’uso (dall’esterno verso l’interno) con i rebbi verso l’alto i coltelli alla destra del piatto, nell’ordine d’uso, con la lama rivolta verso il piatto il cucchiaio da minestra (a seconda del menu) a destra all’esterno dopo i coltelli il tovagliolo alla sinistra del piatto le posate da frutta e da dessert in alto rispetto al piatto, nell’ordine: coltello con la lama verso il piatto e impugnatura a destra (è il più vicino al piatto), la forchetta subito con i rebbi verso l’alto e l’impugnatura a sinistra, più esterno il cucchiaio con l’impugnatura a destra eventuali posate per cibi particolari (il famoso e pluricitato salsacucchiaio, per esempio, un cucchiaio la cui curvatura della coppa è appena accennata e che diventa completamente piatta sul lato sinistro) a destra e al bisogno i bicchieri (non più di quattro) a destra del piatto in alto.
Se sono tutti con stelo ecco la sequenza corretta: il più grande per l’acqua a sinistra, quindi quello per il vino rosso, a destra quello per il vino bianco e oltre il bicchiere per il vino da dessert.
Per le bollicine, no flûte, meglio la coppa che è tornata di gran moda.
il piattino per il pane a sinistra del piatto in alto la mezzaluna per l’insalata viene posizionata in tavola al momento del servizio del contorno, alla sinistra del piatto la coppetta lavadita, con una fetta di limone e della menta, andrà portata in tavola subito dopo il servizio di un cibo da mangiare con le mani, posizionata a destra del piatto
Il centrotavola, infine, come già descritto, sarà proporzionato, non troppo alto né voluminoso. Le candele (solo di sera) devono essere accese prima che gli ospiti si siedano a tavola.

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